Interruzione volontaria di gravidanza

Abortion

Interruzione volontaria di gravidanza (IVG)

Interrompere una gravidanza è una delle scelte più difficili e drammatiche che si possono presentare nel corso della vita di una donna e che lascia un indelebile segno.

Per questo bisognerebbe PENSARCI BENE PRIMA, non sottovalutare il rischio di una gravidanza indesiderata che si corre sempre, in ogni rapporto in cui non è utilizzato un metodo anticoncezionale.

NON AFFIDARTI MAI ALLA SORTE  (“tanto a me non capita”), AL CONTEGGIO DEI GIORNI POTENZIALMENTE FERTILI IN BASE AL CICLO MESTRUALE (“ho le mestruazioni …” o “mi è appena finito il ciclo …”), AL COITO INTERROTTO (che consiste all’estrazione del pene dalla vagina prima della eiaculazione che accompagna l’orgasmo maschile)!

Se hai fatto il test ed è positivo, la prima cosa da fare è parlarne con chi ti è vicino, a partire dai tuoi genitori. Coinvolgi anche il tuo ragazzo. È necessario affrontare la situazione il prima possibile per prendere le giuste decisioni nel tempo necessario. Se non te la senti di rivolgerti alle persone a te vicine, puoi recarti in un consultorio (link).

Tenere il bambino? Dare il bambino in adozione? Interrompere la gravidanza? È una decisione che spetta solo a te … La scelta è tua ma non puoi pensare di affrontare la scelta stessa e le sue conseguenze da sola.

L’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è regolata in Italia da una legge specifica (L. 194/1978), che ne definisce procedura e tempistiche. È consentita nei primi novanta giorni di gestazione (conteggiati a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione). Trascorso tale termine, l’IVG è possibile entro i 180 giorni successivi, solo se sussistono accertate e documentate condizioni di rischio per la salute fisica e psichica della donna.

L’aborto praticato di nascosto (clandestino) non solo è contro la legge ma è estremamente pericoloso per la salute della donna.

COME RICHIEDERE UNA IVG?

Per attivare la procedura, è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia o a un consultorio. Il medico, al termine dell’incontro, ha l’obbligo di produrre un certificato che attesta l’avvenuto colloquio, dal quale dovranno trascorrere almeno sette giorni prima di procedere con l’interruzione della gravidanza per dare modo alla donna di riflettere attentamente sulla propria decisione. Per confermare la propria scelta, la donna deve tornare dal medico che redige un certificato, destinato alla struttura ospedaliera dove verrà praticata l’interruzione.

Nel caso di una minorenne, è richiesto l’assenso dei genitori o di chi esercita la tutela o la potestà (in casi di particolare urgenza o necessità, se entrambi i genitori non sono consenzienti oppure se esistono dei gravi motivi che ne impediscono la consultazione, è prevista l’autorizzazione del giudice tutelare).

Per i medici è prevista la possibilità dell’obiezione di coscienza.

L’IVG può essere effettuata con metodo farmacologico (fino alla 7a settimana di gestazione) o chirurgico (entro la 12a settimana di gestazione).

Nessuno può obbligarti ad interrompere una gravidanza ma ricorda che diventare mamma è un impegno che ti condizionerà tutta la vita.

Leggi le testimonianze di giovani mamme qui.

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