Alcool: Hangover e danni da abuso

Alcool: hai intenzione di berti il cervello?

L’alcool è:

  • una sostanza tossica, che causa danni diretti a molti organi, soprattutto fegato e cervello;
  • una sostanza potenzialmente cancerogena (aumenta il rischio di tumore a esofago, stomaco, fegato e mammella);
  • una sostanza che può indurre dipendenza fisica e psicologica.

L’alcool non è utile all’organismo o alle sue funzioni. Non è un nutriente (come le proteine, gli zuccheri,  i grassi…) ma apporta calorie (fa ingrassare!), circa  7 kcalorie per grammo.

Spesso l’alcool è utilizzato per facilitare le relazioni sociali: disinibisce, euforizza, aiuta a superare la timidezza … Ma dopo questi effetti iniziali “eccitatori”,  agisce come potente depressivo del sistema nervoso centrale.

Inoltre conferisce una falsa percezione di sicurezza a fronte di una effettiva riduzione delle capacità di giudizio e controllo che espone a comportamenti potenzialmente dannosi per sé e per gli altri:

  • comportamenti violenti;
  • guida di veicoli in stato di ebbrezza;
  • rapporti sessuali occasionali non protetti con elevato rischio di malattie a trasmissione sessuale e gravidanze indesiderate.

L’alcool viene assorbito per il 20% dallo stomaco e per il restante 80% dall’intestino.

Se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido.

L’alcool assorbito passa nel sangue e dal sangue al fegato,dove viene distrutto per circa il 90-98%. Il restante 2-10% viene eliminato attraverso urina, feci, respirazione, pelle. 

Finché il fegato non ne ha completato la metabolizzazione, l’alcool continua a circolare diffondendosi nei vari organi.

Facciamo due calcoli:

Un bicchiere di vino (da 125 ml), una birra (da 330 ml) o un bicchiere di superalcoolico (da 40 ml) contengono la stessa quantità di alcool pari a circa 12 gr. Il fegato di un soggetto adulto ne consuma in media 6 gr all’ora.

Quindi per portare a zero  il quantitativo di alcool circolante dopo “un bicchiere” ci vogliono ben due ore circa!

La velocità di metabolismo a livello del fegato varia da persona a persona. Nel sesso femminile i processi metabolici sono più lenti, motivo per cui le ragazze in genere si ubriacano bevendo meno dei ragazzi. Molto incide anche l’abitudine a bere.

È da considerare a basso rischio una quantità di alcol giornaliera da assumersi durante i pasti principali (non fuori pasto) che non deve superare i 20-40 gr per gli uomini e i 10-20 gr per le donne. Queste quantità devono essere ulteriormente ridotte negli anziani e nei giovani. La velocità di metabolizzazione nei giovani dipende dallo stato del loro sviluppo corporeo.

Bere fa perdere… la testa

Un consumo eccessivo di alcool danneggia gravemente non solo il fegato, ma anche il cervello: un consumo elevato di alcolici porta, nel lungo periodo, a una diminuzione delle facoltà mnemoniche e della capacità di concentrazione, fino al deterioramento completo delle proprie facoltà mentali (demenze) nei casi più gravi.

e non solo

L’abuso di bevande alcoliche aumenta il rischio dell’insorgenza di numerose patologie come, ad esempio, cirrosi epatica, pancreatite, tumori, epilessia, disfunzioni sessuali, ansia, depressione.

Intossicazione acuta alcolica

La sintomatologia è variabile e solo in parte correlata con il livello ematico di etanolo (quantità di alcol circolante nel sangue), poiché numerose sono le variabili che intervengono: sesso, caratteristiche individuali, condizioni generali psico-fisiche, situazione socio-ambientale, contemporanea assunzione di altre sostanze come cannabis, anfetamine, psicofarmaci, ecstasy…

Man mano che aumenta l’alcol circolante, c’è un escalation di manifestazioni:

  •  disinibizione
  •  impaccio motorio e incoerenza logica
  • evidenti disturbi dell’equilibrio e della marcia
  • confusione
  • torpore
  • coma
  • morte

Alcool dipendenza

Un consumo eccessivo e abituale di alcool può portare alla dipendenza: in pratica il corpo “si abitua” alla presenza dell’alcool e la sua mancata assunzione porta ad una vera e propria crisi di astinenza.

Binge drinking

Purtroppo sta diventando una moda dilagante tra i giovani e i giovanissimi, il Binge drinking (che significa letteralmente “abbuffata alcolica”)cioè bere in un’unica occasione e in un ristretto arco di tempo 5 o più unità alcoliche. In chi lo pratica abitualmente si riscontrano: una riduzione del 20% della capacità di memoria e della capacità cognitiva con calo del rendimento scolastico e anche una riduzione della capacità di orientarsi negli spazi.

Nel 2012, secondo i dati ISTAT, il 14,8% dei giovani fra i 18 e i 24 anni ha dichiarato comportamenti binge drinking, il 20,1% tra i maschi e il 9,1% tra le femmine.

Alcool e guida

La quantità di alcool da non superare per non influenzare minimamente lo stato di vigilanza necessario per guidare in modo sicuro varia da un soggetto all’altro, in relazione a sesso, peso/altezza, età, condizioni generali di salute, eventualmente uso di farmaci (il Codice della Strada identifica lo stato di “ebbrezza” per valori superiori a  0,5 grammi per litro).

L’alcool presente nel sangue di chi beve rallenta i riflessi, allungando i tempi di reazione, riduce l’acutezza visiva e la coordinazione motoria. Più aumentano le quantità di alcool assunte, più la guida diventa imprecisa e pericolosa, più si perde la capacità di far fronte agli imprevisti.

Per non correre inutili pericoli e per non farli correre agli altri, è opportuno non bere affatto prima di mettersi alla guida di un veicolo.

Stabilite a turno, quando uscite con gli amici, chi prende la macchina: chi guida non beve.

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